{"id":2543,"date":"2013-04-29T18:56:43","date_gmt":"2013-04-29T16:56:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2013\/04\/test-discorso-presidente-letta\/"},"modified":"2013-04-29T18:56:43","modified_gmt":"2013-04-29T16:56:43","slug":"test-discorso-presidente-letta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2013\/04\/test-discorso-presidente-letta\/","title":{"rendered":"Testo del discorso del Presidente del Consiglio dei Ministri"},"content":{"rendered":"<p><P>Signora Presidente<\/P><P>Onorevoli Deputati, <\/P><br \/>\n<P>appena una settimana fa il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciava il suo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica. A lui consentitemi di rivolgere nuovamente un sincero ringraziamento per lo straordinario spirito di dedizione alla nostra comunit\u00e0 nazionale con il quale ha accettato la rielezione per il secondo mandato. <\/P><br \/>\n<P><BR>Voglio inoltre ringraziare i Presidente del Senato, Pietro Grasso, e della Camera, Laura Boldrini, per la collaborazione offerta nella fase di consultazione in questo primissimo avvio dell\u2019esperienza di governo. <\/P><br \/>\n<P><BR>Quella del presidente Napolitano \u00e8 stata \u2013 lo sappiamo \u2013 una \u00abscelta eccezionale\u00bb. Eccezionale perch\u00e9 tale \u00e8 il momento che l&#8217;Italia e l\u2019Europa si trovano a vivere oggi. Di fronte all&#8217;emergenza il presidente della Repubblica ci ha invitato a parlare il linguaggio della verit\u00e0. Ci ha chiesto di offrire in extremis, al Paese e al mondo, una testimonianza di volont\u00e0 di servizio e senso di responsabilit\u00e0. Ci ha concesso un&#8217;ultima opportunit\u00e0. L\u2019opportunit\u00e0 di dimostrarci degni del ruolo che la Costituzione ci riconosce come rappresentanti della nazione. Degni di servire il Paese \u2013 attraverso l&#8217;esempio, il rigore, le competenze \u2013 in una delle stagioni pi\u00f9 complesse e dolorose della storia unitaria. <\/P><br \/>\n<P><BR>Accogliendo il suo appello intendo rivolgermi a voi proprio con il linguaggio \u201csovversivo\u201d della verit\u00e0. Confessandovi che avverto, fortissimi in questo momento la consapevolezza dei miei limiti e il peso della mia personale responsabilit\u00e0, ma impegnandomi a fare di tutto affinch\u00e9 le mie spalle siano larghe e solide al punto da reggere, nelle vesti di presidente del Consiglio di un Governo che richiede, qui e oggi, la fiducia del Parlamento. <\/P><br \/>\n<P><BR>Infine, non potrei iniziare questo discorso, in un passaggio cosi impegnativo, senza un accenno personale ed esprimere un senso di gratitudine profonda verso chi con generosit\u00e0 e senso antico della parola \u201clealt\u00e0\u201d mi sostiene anche in questo difficile passaggio: Pierluigi Bersani.<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>UN GOVERNO AL SERVIZIO DELL\u2019ITALIA E DELL&#8217;EUROPA<\/P><br \/>\n<P>La prima verit\u00e0 \u00e8 che la situazione economica dell\u2019Italia \u00e8 ancora grave. Abbiamo accumulato in passato un debito pubblico che grava come una macina sulle generazioni presenti e future, e che rischia di schiacciare per sempre le prospettive economiche del Paese. Il grande sforzo di risanamento compiuto dal precedente Governo, guidato dal senatore Mario Monti, \u00e8 stato premessa della crescita in quanto la disciplina della finanza pubblica era e resta indispensabile per contenere i tassi di interesse e sventare possibili attacchi finanziari. Il mantenimento degli impegni presi con il Documento di Economia e Finanza \u00e8 necessario ad uscire, quanto prima, dalla procedura di disavanzo eccessivo e per recuperare margini di manovra all\u2019interno dei vincoli europei. Nelle sedi europee e internazionali l\u2019Italia si impegner\u00e0 poi per individuare strategie per ravvivare la crescita senza compromettere il processo di risanamento della finanza pubblica. <\/P><br \/>\n<P><BR>L&#8217; Europa \u00e8 in crisi di legittimit\u00e0 ed efficacia proprio quando tutti i Paesi membri e tutti i cittadini ne hanno pi\u00f9 bisogno. L&#8217;Europa pu\u00f2 tornare ad essere motore di sviluppo sostenibile \u2013 e quindi di speranza e di costruzione di futuro \u2013 solo se finalmente si apre. Il destino di tutto il continente \u00e8 strettamente legato. Non ci possono essere vincitori e vinti se l\u2019Europa fallisce questa prova. Saremmo tutti perdenti: sia nel Sud che nel Nord del continente. <\/P><br \/>\n<P><BR>E\u2019 per questo che se otterr\u00f2 la vostra fiducia, immediatamente visiter\u00f2 in un unico viaggio Bruxelles, Berlino e Parigi per dare subito il segno che il nostro \u00e8 un governo europeo ed europeista.<\/P><br \/>\n<P><BR>La risposta, dunque, \u00e8 una maggiore integrazione verso un\u2019Europa Federale. Altrimenti il costo della non-Europa, il peso della mancata integrazione, il rischio di un\u2019unione monetaria senza unione politica e unione bancaria diventeranno insostenibili: come la crisi di questi cinque anni ci ha mostrato. Questo Parlamento ha gi\u00e0 dimostrato di poter trovare intese per dare all\u2019Europa un contributo italiano innovativo. Questo \u00e8 avvenuto nel sostegno all\u2019azione europea del governo Monti e nell\u2019elaborazione di posizioni comuni come quella elaborata dai colleghi Baretta, Brunetta e Occhiuto in vista del Consiglio Europeo del Giugno scorso. Da quelle premesse politiche ripartiremo.<\/P><br \/>\n<P><BR>Le premesse macroeconomiche sono quelle dell\u2019Euro e della Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi.<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>LE RISORSE PER LA CRESCITA: GIOVANI E TERRITORIO<\/P><br \/>\n<P><BR>Di solo risanamento l&#8217;Italia muore. Dopo pi\u00f9 di un decennio senza crescita le politiche per la ripresa non possono pi\u00f9 attendere. Semplicemente: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo. Tanti cittadini e troppe famiglie sono in preda alla disperazione e allo scoramento. Pensiamo alla vulnerabilit\u00e0 individuale che nel disagio e nel vuoto di speranze rischia, di tramutarsi in rabbia e in conflitto, come ci ricorda lo sconcertante fatto avvenuto ieri stesso dinanzi a Palazzo Chigi. Ieri andando a visitare in ospedale il Brgadiere Giangrande ferito gravemente insieme al Carabiniere Scelto Negri, sono stato impressionato dalla forza e dalla fermezza della figlia Martina. Il Parlamento deve stringersi a lei in questo momento. E il Parlamento deve stringersi anche all\u2019Arma dei Carabinieri e a tutte le forze dell\u2019ordine per il servizio continuo, silenzioso, encomiabile, spesso in condizioni disagiate, svolto nell\u2019interesse della nazione in Italia e all\u2019este3ro.<\/P><br \/>\n<P><BR>Senza crescita e coesione l&#8217;Italia \u00e8 perduta. Il Paese, invece, pu\u00f2 farcela. Ma per farcela deve ripartire. E per ripartire tutti devono essere motori di questa nuova energia positiva. L&#8217;architrave dell&#8217;esecutivo sar\u00e0 l\u2019impegno a essere seri e credibili sul risanamento e la tenuta dei conti pubblici. Basta coi debiti che troppe volte il nostro Paese ha scaricato sulle spalle e la vita delle generazioni successive. Quelle nuove, di generazioni, hanno imparato sulla propria pelle e non faranno lo stesso con i propri figli. <\/P><br \/>\n<P><BR>Ecco perch\u00e9 la riduzione fiscale senza indebitamento sar\u00e0 un obiettivo continuo e a tutto campo. Anzitutto, quindi, ridurre le tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e quello per i giovani neo assunti. Poi una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell\u2019edilizia, con includere incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati per giovani coppie. E poi bisogna superare l&#8217;attuale sistema di tassazione della prima casa: intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo a Governo e Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti.<\/P><br \/>\n<P><BR>Misure ulteriori dovrebbero essere il pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche; l\u2019allentamento del Patto di stabilit\u00e0 interno; la rinuncia all\u2019inasprimento dell\u2019IVA; l\u2019aumento delle dotazioni del Fondo Centrale di Garanzie per le piccole e medie imprese e del Fondo di Solidariet\u00e0 per i mutui. Ma questi provvedimenti &#8211; sebbene necessari nel breve termine &#8211; non sono sufficienti. <\/P><br \/>\n<P><BR>La crescita economica di un paese richiede una strategia complessa, che eviti dispersione a pioggia delle poche risorse e che possa innescare meccanismi virtuosi. Per questo \u00e8 necessario una sintonia tra le azioni del Governo e quelle delle banche e delle imprese, che debbono essere mirate ad una crescita di lungo periodo degli attori economici per superare gli annosi ritardi dell\u2019Italia in termini di crescita della produttivit\u00e0 e della competitivit\u00e0. Il Governo deve accompagnare questa crescita e rimanere a fianco delle imprese anche e soprattutto quando queste si impegnano all\u2019estero nell\u2019arena globale.<\/P><br \/>\n<P><BR>Un importante argomento di contesto concerne la giustizia, in quanto solo con la certezza del diritto gli investimenti possono prosperare. Questo riguarda la moralizzazione della vita pubblica e la lotta alla corruzione, che distorce regole e incentivi. Questo riguarda anche la giustizia nel suo complesso. La giustizia deve essere giustizia innanzitutto per i cittadini. La ripresa ritorner\u00e0 anche se i cittadini e gli imprenditori italiani e stranieri saranno convinti di potersi rimettere con fiducia ai tempi e al merito delle decisioni della giustizia italiana. E tutto questo funzioner\u00e0 se la smetteremo di avere una situazione carceraria intollerabile ed eccessi di condanne da parte della Corte dei diritti dell&#8217;uomo. Ricordiamoci sempre che siamo il paese di Cesare Beccaria! <\/P><br \/>\n<P><BR>Dobbiamo liberare le energie migliori del Paese. Non partiamo da zero, ma da due grandi risorse. Prima di tutto, i giovani. \u201cScommettete su cose grandi\u201d ha detto proprio ieri Papa Francesco rivolto a loro. E noi abbiamo gli strumenti per aiutarli. Quello generazionale non \u00e8 certo solo un tema attinente al rinnovamento della classe dirigente, come troppo spesso emerge nel dibattito pubblico. \u00c8 una questione drammatica che scontano sulla propria pelle milioni di giovani. Segnala bassi tassi di istruzione e di occupazione, porta con s\u00e9 lo sconforto, e anche la rabbia, di chi non studia n\u00e9 lavora. Chiediamoci quanti bambini non nascono ogni anno, in Italia, per la precariet\u00e0 che limita le scelte delle famiglie giovani. Non \u00e8 solo demografia, \u00e8 una ferita morale. Perch\u00e9 non devono esistere generazioni perdute, perch\u00e9 solo i giovani possono ricostruire questo Paese: le loro nuove esperienze e competenze ci raccontano un mondo che cambia, il loro mondo. Rinunciare ad investire su di loro \u00e8 un suicidio economico. Ed \u00e8 la certezza di decrescita, la pi\u00f9 infelice.<\/P><br \/>\n<P><BR>Semplificheremo e rafforzeremo l\u2019apprendistato, che ha dato buoni risultati in paesi vicini. Un aiuto pu\u00f2 venire da modifiche alla legge 92\/2012, quali suggerite dalla Commissione dei saggi istituita dal presidente della Repubblica, che riducano le restrizioni al contratto a termine, finch\u00e9 dura l\u2019emergenza economica. Aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato, con defiscalizzazioni o con sostegni ai lavoratori con bassi salari, condizionati all\u2019occupazione, in una politica generale di riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale. Non bastano incentivi monetari. Occorre prendersi cura dei giovani, volgendo il disagio in speranza, puntando su orientamento e stimolo all\u2019imprenditorialit\u00e0. E occorre percorrere la strada europea tracciata dal programma Youth guarantee, per garantire effettivi sbocchi occupazionali. <\/P><br \/>\n<P><BR>Bisogna fare tesoro della voglia di fare dei nuovi italiani, cos\u00ec come bisogna valorizzare gli italiani all\u2019estero. La nomina di Cecile Kyenge significa una nuova concezione di confine, da barriera a speranza, da limite invalicabile a ponte tra comunit\u00e0 diverse.<\/P><br \/>\n<P><BR>La societ\u00e0 della conoscenza e dell&#8217;integrazione si costruisce sui banchi di scuola e nelle universit\u00e0. Dobbiamo ridare entusiasmo e mezzi idonei agli educatori che in tante classi volgono il disagio in speranza e dobbiamo ridurre il ritardo rispetto all\u2019Europa nelle percentuali di laureati e nella dispersione scolastica. In Italia c\u2019\u00e8 una nuova questione sociale, segnata dall\u2019aumento delle disuguaglianze. Solo il 10% dei giovani italiani con il padre non diplomato riesce a laurearsi, mentre sono il 40% in Gran Bretagna, il 35% in Francia, il 33% in Spagna. Bisogna finalmente dare piena attuazione all\u2019art. 34 della Costituzione, per il quale \u00abi capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi\u00bb. L&#8217;uguaglianza pi\u00f9 piena e destinata a durare nelle generazioni \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai l&#8217;uguaglianza delle opportunit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P><BR>Per rilanciare il futuro industriale del Paese, bisogna scommettere sullo spirito imprenditoriale e innovare e investire in ricerca e sviluppo. Per questo intendiamo lanciare un grande piano pluriennale per l\u2019innovazione e la ricerca, finanziato tramite project bonds. La ricerca italiana pu\u00f2 e deve rinascere nei nuovi settori di sviluppo, come ad esempio l\u2019agenda digitale, lo sviluppo verde, le nanotecnologie, l\u2019aerospaziale, il biomedicale. Si tratta di fare una politica industriale moderna, che valorizzi i grandi attori ma anche e soprattutto le piccole e medie imprese che sono e rimarranno il vero motore dello sviluppo italiano. Oltre all&#8217;alta tecnologia bisogna investire su ambiente ed energia. Le nuove tecnologie &#8211; fonti rinnovabili ed efficienza energetica &#8211; vanno maggiormente integrate nel contesto esistente, migliorando la selettivit\u00e0 degli strumenti esistenti di incentivazione, in un&#8217;ottica organica con visione di medio e lungo periodo. Sempre con riguardo ai settori energetici, va completato il processo di integrazione con i mercati geografici dei Paesi europei confinanti. Questo implica, per l&#8217;energia elettrica, il completamento del cosiddetto market coupling e, per il gas, il completo riallineamento dei nostri prezzi con quelli europei e la trasformazione del nostro Paese in un hub.E\u2019 chiaro che episodi come quello dell\u2019ILVA di Taranto non sono pi\u00f9 tollerabili.<\/P><br \/>\n<P><BR>Tutta l\u2019impresa italiana, per crescere, ha bisogno di pi\u00f9 semplicit\u00e0, di un\u2019alleanza tra la pubblica amministrazione e la societ\u00e0, senza tollerare le sacche di privilegio. La burocrazia non deve opprimere la voglia creativa degli italiani ed \u00e8 per questo che bisogner\u00e0 rivedere l\u2019intero sistema delle autorizzazioni. Bisogna snellire le procedure e avere fiducia in chi ha voglia di investire, creare, offrire posti di lavoro. <\/P><br \/>\n<P><BR>Non si possono pi\u00f9 chiedere sacrifici sempre e soltanto ai \u00absoliti noti\u00bb. I sacrifici sono socialmente sostenibili solo se sono ispirati ad un principio di equit\u00e0. Questo significa coniugare una ferrea lotta all\u2019evasione con un fisco amico dei cittadini, senza che la parola Equitalia debba provocare dei brividi quando viene evocata.<\/P><br \/>\n<P><BR>L\u2019altra grande risorsa \u00e8 l\u2019Italia stessa. Bellezza senza navigatore. La nostra tendenza all\u2019autocommiserazione \u00e8 pari solo all\u2019ammirazione che l\u2019Italia suscita all\u2019estero. Molti stranieri vogliono bagnarsi nei nostri mari, visitare le nostre citt\u00e0, mangiare e vestire italiano. L\u2019Italia e il made in Italy sono le nostre migliori ricchezze. E\u2019 per questo che uno dei primi atti del Governo sar\u00e0 quello di nominare il Commissario unico per l\u2019Expo, una grande occasione che non dobbiamo mancare. A questo fine nei prossimi giorni sar\u00f2 a Milano a presentare il decreto per partire per l\u2019ultimo miglio di questo evento strategico.<\/P><br \/>\n<P><BR>Per questo dobbiamo rilanciare il turismo e, soprattutto, attrarre investimenti. Rimuoviamo quegli ostacoli che fanno s\u00ec che l\u2019Italia per molti non sia una scelta di vita. Questo significa puntare sulla cultura, motore e moltiplicatore dello sviluppo, o sulle straordinarie realt\u00e0 dell&#8217;agro-alimentare. Questo significa valorizzare e custodire l&#8217;ambiente, il paesaggio, l&#8217;arte, l&#8217;architettura, le eccellenze enogastronomiche, le infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. <\/P><br \/>\n<P><BR>Questo vuol dire anche valorizzare il nostro grande patrimonio sportivo. La pratica dello sport significa prevenzione dalle malattie, lotta contro l\u2019obesit\u00e0, formazione a stili di vita sani, lealt\u00e0 e rispetto delle regole. Dobbiamo impegnarci per diffondere la pratica sportiva sin dalle scuole elementari con un piano di edilizia scolastica su tutto il territorio nazionale.<\/P><br \/>\n<P><BR>L\u2019intraprendenza dei giovani e la bellezza dei territori sono d&#8217;altra parte due risorse cruciali per il Mezzogiorno. In entrambi i casi un patrimonio dissipato, un giacimento inutilizzato di potenzialit\u00e0. Dobbiamo mettere in condizione il Sud di crescere da solo, annullando i divari infrastrutturali e di ordine pubblico che l\u2019hanno frenato, puntando sulle nuove imprese, in particolare le industrie culturali e creative, e sulla buona gestione dei fondi europei, come quella che ha caratterizzato l&#8217;operato del governo Monti.<\/P><br \/>\n<P>Dobbiamo, soprattutto, evitare di continuare a mettere la testa sotto la sabbia come struzzi e riconoscere che il divario tra Nord e Sud del Paese \u00e8 non un accidente storico o una condanna, ma il prodotto di decenni di inadempienze da parte delle classi dirigenti, a livello nazionale come a livello locale. E&#8217; il risultato dell&#8217;azione della criminalit\u00e0 organizzata che, certo presente anche nel resto del Paese \u2013 in larghe parti del Mezzogiorno ha i connotati del controllo arrogante e quasi militare del territorio. E questo nonostante lo spirito di servizio e il sacrificio di tanti servitori dello Stato \u2013 magistrati ed esponenti delle forze dell&#8217;ordine anzitutto \u2013 che troppo spesso abbiamo avuto la responsabilit\u00e0 di lasciare soli. Anche per questo dobbiamo dare effettiva concretezza al valore della specificit\u00e0 della professione svolta dal personale in divisa delle Forze Armate e della Polizia. <\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>PRIORITA&#8217; LAVORO<\/P><br \/>\n<P><BR>Ma permettetemi di soffermarmi un attimo sulla grande tragedia di questi tempi che d&#8217;altronde al Sud tocca punte di desolazione e allarme sociale: la questione del lavoro. \u00c8 e sar\u00e0 la prima priorit\u00e0 del mio governo. Solo col lavoro si pu\u00f2 uscire da quest&#8217;incubo di impoverimento e imboccare la via di una crescita non fine a se stessa, ma volta a superare le ingiustizie e riportare dignit\u00e0 e benessere. Senza crescita, anche gli interventi di urgenza su cui ci siamo impegnati e che qui ribadisco \u2013 rifinanziamento delle casse integrazioni in deroga, superamento del precariato anche nella pubblica amministrazione &#8211; sarebbero insufficienti. In particolare, con i lavoratori esodati la comunit\u00e0 nazionale ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo tema \u00e8 un impegno prioritario di questo Governo. <\/P><br \/>\n<P><BR>Mai come oggi occorre fiducia reciproca: imprese e lavoratori devono agire insieme e superare le contrapposizioni che in passato ci hanno frenato. Sono sicuro che come in tanti momenti critici della vita della Repubblica i sindacati saranno protagonisti. Il governo vuole aprire la strada con proposte che approfondiremo insieme: ampliare gli incentivi fiscali a chi investe in innovazione, sostenere l\u2019aggregazione e internazionalizzazione delle PMI, dare pi\u00f9 credito a chi lo merita, garantire il pagamento dei debiti alle imprese, semplificare e rimuovere gli ostacoli burocratici che frenano lo spirito d\u2019impresa. <\/P><br \/>\n<P><BR>Dobbiamo anche valorizzare il lavoro autonomo e le libere professioni, che in una societ\u00e0 postindustriale rappresentano la spina dorsale della nostra economia. Le misure di liberalizzazione orami sono state adottate. Ora bisogna lavorare tutti insieme per formare e dare opportunit\u00e0 ai giovani, innalzare la qualit\u00e0, servire al meglio i clienti. <\/P><br \/>\n<P><BR>Anche sull\u2019occupazione femminile occorre fare molto di pi\u00f9. La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica d\u00e0 gi\u00e0 straordinari contributi alla crescita del paese, ma siamo lontani dagli obiettivi europei. Non siamo ancora un paese delle pari opportunit\u00e0. La carenza di servizi scarica sulle donne compiti insostenibili, aggravati in alcuni casi da una crescita insopportabile delle violenze contro le donne.<\/P><br \/>\n<P><BR>La riforma del nostro welfare richiede azioni di ampio respiro per rilanciare il modello sociale europeo. Il welfare tradizionale, schiacciato sul maschio adulto e su pensioni e sanit\u00e0, non funziona pi\u00f9. Non stimola la crescita della persona e non basta a correggere le disuguaglianze. Non occorrono isterismi. Occorre un cambiamento radicale: un welfare pi\u00f9 universalistico e meno corporativo, che sostenga tutti i bisognosi, aiutandoli a rialzarsi e a riattivarsi. Per un welfare attivo, pi\u00f9 giovane e al femminile, andranno migliorati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a chi ne \u00e8 privo, a partire dai precari; e si potranno studiare forme di reddito minimo, soprattutto per famiglie bisognose con figli. <\/P><br \/>\n<P><BR>Hanno trovato largo consenso parlamentare nei mesi passati le proposte su incentivi al pensionamento graduale con part time misto a pensione, con una \u00abstaffetta generazionale\u00bb per la parallela assunzione di giovani. Inoltre, per evitare il formarsi di bacini estesi di lavoratori anziani di difficile ricollocazione, studieremo forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l\u2019accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con una penalizzazione proporzionale.<\/P><br \/>\n<P><BR>Dobbiamo poi ricordarci che l\u2019Italia migliore \u00e8 un\u2019Italia solidale. E\u2019 per questo che il governo non pu\u00f2 che valorizzare la rete di protezione dei cittadini e dei loro diritti, con misure tese al miglioramento dei servizi, da quelli sanitari a quelli del trasporto pubblico, locale e pendolare, con una particolare attenzione per i disabili e i non autosufficienti.<\/P><br \/>\n<P><BR>Vorrei a questo proposito rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno consentono al nostro paese di godere di questa solidariet\u00e0 e che mantengono unito il nostro tessuto sociale: i servitori dello Stato &#8211; quelli che rischiano la vita per proteggere le istituzioni, quelli che lavorano nella sanit\u00e0 per salvare delle vite, quelli che aiutano i nostri figli a crescere &#8211; ma anche gli operatori del volontariato, della cooperazione, del terzo settore e della galassia del 5 per 1000. E\u2019 l&#8217;esempio che giornalmente viene dato da queste persone che ci fa riscoprire il valore del servizio pubblico. <\/P><br \/>\n<P><BR>Una speciale menzione merita la protezione civile, che ha dato una straordinaria prova nei terremoti in Abbruzzo e in Emilia e che ci ricorda che abbiamo un impegno alla prevenzione, con un piano di manutenzione contro il dissesto idrogeologico e la lotta all\u2019abusivismo.<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>LA RIFORMA DELLA POLITICA <\/P><br \/>\n<P><BR>Vorrei che questo governo inaugurasse una fase nuova nella vita della Repubblica. Non il canto del cigno di un sistema imploso sulle sue troppe degenerazioni, ma un primo impegno per la ricostruzione della politica e del nostro modo di percepirci come comunit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P><BR>La ricostruzione per\u00f2 pu\u00f2 partire solo da un esercizio autentico, non simulato, di autocritica. La verit\u00e0 \u00e8 che la politica ha commesso troppi errori. Si \u00e8 erosa, giorno dopo giorno, la credibilit\u00e0 della politica e delle istituzioni, vittime di un presentismo &#8211; vale a dire dell&#8217;ossessione del consenso immediato &#8211; che bloccato il Paese.<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>Ancora: non abbiamo compreso quanto le legittime istanze di innovazione, partecipazione, trasparenza, sottese alla rivoluzione del web, potessero tradursi in un oggettivo miglioramento della qualit\u00e0 della nostra democrazia rappresentativa anzich\u00e9 sfociare nel mito o nell&#8217;illusione della democrazia diretta. <\/P><br \/>\n<P><BR>Oggi abbiamo dinanzi un&#8217;altra sfida, ancora pi\u00f9 complessa: quella dell\u2019autorevolezza. L\u2019autorevolezza del potere che non ha pi\u00f9, come in passato, il monopolio delle informazioni, ma deve avere il profilo e le competenze per discernere il vero dal falso nel flusso enorme di informazioni presenti nella Rete. L&#8217;autorevolezza di chi non si accontenta della verosimiglianza e del sentito dire, ma sceglie sempre e solo la verit\u00e0 e ha il coraggio e la pazienza di raccontarla ai cittadini, anche se dolorosa o brutale. <\/P><br \/>\n<P><BR>Per cominciare, bisogna recuperare decenza, sobriet\u00e0, scrupolo, senso dell\u2019onore e del servizio e, infine, la banalit\u00e0 della gestione di un buon padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte. A questo fine, per dare l\u2019esempio, il primo atto del Governo sar\u00e0 quello di eliminare con una norma d\u2019urgenza lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P><BR>Nessuno, ripeto nessuno, pu\u00f2 sentirsi esentato dal dovere dell&#8217;autorevolezza. Nessuno pu\u00f2 considerarsi fino in fondo assolto dall&#8217;accusa di aver contaminato il confronto pubblico con gesti, parole, opere o omissioni. Con 11 milioni e mezzo di cittadini che hanno deciso di non votare, alle elezioni dello scorso febbraio, quello dell\u2019astensione \u00e8 risultato essere il primo partito. Non era mai accaduto prima: due milioni in pi\u00f9 rispetto al 2008, quattro rispetto al 2006. Su questo sfondo la riduzione dei costi della politica diventa un dovere di credibilit\u00e0. Pensate ai rimborsi elettorali: tutte le leggi introdotte dal 1994 ad oggi sono state ipocrite e fallimentari. Non rimborsi ma finanziamento mascherato. Per di pi\u00f9 di ammontare decisamente troppo elevato, come la Corte dei Conti ha recentemente confermato: 2 miliardi e mezzo di euro dal 1994 al 2012, a fronte di spese certificate di circa mezzo miliardo.E&#8217;, questa , solo una delle conferme del fatto che il sistema va rivoluzionato. Partiamo dunque dal finanziamento pubblico ai partiti, abolendo la legge troppo timida approvata l\u2019anno scorso e introducendo misure di controllo e di sanzione anche sui gruppi parlamentari e regionali. Occorre poi avviare percorsi che finalmente consegnino alla libera scelta dei cittadini, con opportuni interventi sul versante fiscale, la contribuzione all\u2019attivit\u00e0 politica dei partiti. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 per\u00f2 anche importante collegare il tema del finanziamento a quello della democrazia interna ai partiti, attuando finalmente i principi sulla democrazia interna incorporati nell\u2019art. 49 della Costituzione, stimolando la partecipazione dei militanti e garantendo la trasparenza delle decisioni e delle procedure.Rivendico con forza l\u2019importanza di un temporaneo \u00abgoverno di servizio al paese\u00bb tra forze sicuramente lontane e diverse tra loro. Credo che non sia facile votare insieme da posizioni cos\u00ec eterogenee, ma proprio per questo credo che questa sia una scelta che meriti rispetto anche da chi non la condivide perch\u00e9 non \u00e8 motivata dall\u2019interesse particolare ma da principi pi\u00f9 alti di coesione nazionale. Questo \u00e8 il senso del messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere. Non dobbiamo avere paura di fare il nostro dovere per l\u2019Italia. Noi dobbiamo dare il nostro contributo a ricostruire un patto di fiducia, a ritrovare il senso di una missione comune. Come italiani, si vince o si perde tutti insieme.<\/P><br \/>\n<P><BR>Sicuramente \u00e8 e deve essere un\u2019eccezione la convergenza di forze politiche che si sono presentate come alternative alle elezioni. Ma \u00e8 eccezionale che dalle urne, anche a causa della legge elettorale, non sia uscita alcuna maggioranza; \u00e8 eccezionale l\u2019emergenza economica che il governo dovr\u00e0 affrontare; \u00e8 eccezionale il fatto che sia necessario riscrivere alcune regole costituzionali. Credo quindi che le forze politiche che sostengono il governo stiano dimostrando un grande senso di responsabilit\u00e0 e di attaccamento alle istituzioni. Vent\u2019anni di attacchi e delegittimazioni reciproche hanno eroso ogni capitale di fiducia nei rapporti tra i partiti e l\u2019opinione pubblica, che \u00e8 esausta, sempre pi\u00f9 esausta, delle risse inconcludenti.Ho imparato da Nino Andreatta la fondamentale distinzione tra politica, intesa come dialettica tra diverse fazioni, e politiche, intese come soluzioni concrete ai problemi comuni. Se in questo momento ci concentriamo sulla politica, le nostre differenze ci immobilizzeranno. Se invece ci concentriamo sulle politiche, allora potremo svolgere un servizio al paese migliorando la vita dei cittadini.<\/P><br \/>\n<P><BR>E\u2018 per questo che intendo appellarmi alla responsabilit\u00e0 dei partiti e dei movimenti perch\u00e9 ritengo centrale il ruolo del Parlamento, con una continua interlocuzione con le forze politiche che non sostengono il Governo e con la creazione di luoghi permanenti di codecisione, ai quali parteciper\u00f2 personalmente, tra il governo e le forze politiche che lo sostengono.<\/P><br \/>\n<P><BR>LA RIFORMA DELLE ISTITUZIONI<\/P><br \/>\n<P>L\u2019appello alla responsabilit\u00e0 e alla capacit\u00e0 di trovare terreni di convergenza \u00e8 ancora pi\u00f9 pressante nel nostro compito di riformare le istituzioni, anche perch\u00e9 auspico che per la scrittura delle regole che riguardano la vita democratica di tutti il fronte si allarghi anche alle forze che non hanno intenzione di sostenere il governo in modo organico, che devono partecipare pienamente al processo costituente.Vedo oggi una via stretta, ma possibile, per una riforma anche radicale del sistema istituzionale e del sistema politico.Un imperativo deve essere chiaro a tutti noi fin dal primo momento: in questa materia negli ultimi decenni abbiamo assistito troppe volte all\u2019avvio di percorsi riformatori che si presentavano come risolutori, che nelle intenzioni anche sincere di chi li proponeva, promettevano di regalarci istituzioni pi\u00f9 efficienti e capaci di decidere, oltre che maggiormente vicine ai cittadini, e che invece si sono infranti contro veti reciproci, chiusure partigiane, prese di posizione strumentali e contrapposizioni dannose nonostante i reiterati richiami del Presidente della Repubblica. <\/P><br \/>\n<P>Al fine di sottrarre la discussione sulla riforma della Carta fondamentale alle fisiologiche contrapposizioni del dibattito contingente, sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attivit\u00e0 parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica. La Convenzione deve poter avviare subito i propri lavori sulla base degli atti di indirizzo del Parlamento, in attesa che le procedure per un provvedimento Costituzionale possano compiersi.<\/P><br \/>\n<P><BR>Dal momento che questa volta l\u2019unico sbocco possibile per questo tema \u00e8 il successo nell\u2019approvazione delle riforme che il paese aspetta da troppo tempo, fra 18 mesi verificher\u00f2 se il progetto sar\u00e0 avviato verso un porto sicuro. Se avr\u00f2 una ragionevole certezza che il processo di revisione della Costituzione potr\u00e0 avere successo, allora il nostro lavoro potr\u00e0 continuare. In caso contrario, se veti e incertezze dovessero minacciare di impantanare tutto per l\u2019ennesima volta, non avrei esitazioni a trarne immediatamente le conseguenze.<\/P><br \/>\n<P><BR>La moralit\u00e0 della politica \u00e8 quella di prendere le decisioni che i cittadini si attendono, e di rispettare gli impegni presi di fronte al paese e alle istituzioni.<\/P><br \/>\n<P><BR>L\u2019obiettivo complessivo \u00e8 quello di una riforma che riavvicini i cittadini alle istituzioni, rafforzando l\u2019investitura popolare dell\u2019esecutivo e migliorando efficienza ed efficacia del processo legislativo. I principi che devono guidarci sono quelli di una democrazia governante: la<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Signora PresidenteOnorevoli Deputati, appena una settimana fa il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciava il suo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica. 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