{"id":2410,"date":"2015-10-01T21:50:35","date_gmt":"2015-10-01T19:50:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2015\/10\/discorso-onu-del-presidente-renzi\/"},"modified":"2015-10-01T21:50:35","modified_gmt":"2015-10-01T19:50:35","slug":"discorso-onu-del-presidente-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2015\/10\/discorso-onu-del-presidente-renzi\/","title":{"rendered":"INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MATTEO RENZI\u00a0 ALLA 70\u00aa SESSIONE DELL\u2019ASSEMBLEA GENERALE\u00a0 DELLE NAZIONI UNITE\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0 NEW YORK, 29 SETTEMBRE 2015"},"content":{"rendered":"<p><P align=\"center\"><IMG border=\"0\" alt=\"INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MATTEO RENZI  ALLA 70\u00aa SESSIONE DELL\u2019ASSEMBLEA GENERALE  DELLE NAZIONI UNITE   -  NEW YORK, 29 SETTEMBRE 2015\" src=\"\/resource\/2015\/10\/44306_f_RenziInterventoONU.png\"><\/P><BR><BR>Signor Presidente, distinti colleghi, Signore e Signori.<BR><BR>Parlo a nome di un popolo generoso e responsabile che si impegna nel salvataggio di migliaia di fratelli e sorelle nel cuore del Mediterraneo. Sento su di me la responsabilit\u00e0 di prendere la parola in quest\u2019aula che \u00e8 stata testimone di tanti momenti cruciali nella storia degli ultimi 70 anni. In ogni parte del mondo, la vita pubblica \u00e8 sempre pi\u00f9 appiattita sul presente, il ciclo delle notizie accelera. Discutiamo di temi fondamentali con l\u2019occhio sempre rivolto ad uno dei mille schermi che ci circondano: le tv dell\u2019informazione continua, internet e i social network. Appartengo alla generazione per la quale la rete \u00e8 un orizzonte di libert\u00e0. Ma il rischio \u00e8 ridurre l\u2019orizzonte della discussione al prossimo sondaggio o al prossimo tweet. Per questo \u00e8 un privilegio immenso entrare in questa sala. Ed \u00e8 un privilegio che ci impone di compiere un gesto molto semplice: spegnere il cellulare. Rifiutare la dittatura dell\u2019istante. Staccarci dalla contingenza per entrare insieme in un tempo pi\u00f9 lungo: quello dell\u2019epoca che stiamo vivendo e delle grandi sfide davanti a noi.<BR><BR>Se osservate l\u2019Italia su una carta geografica, vi renderete conto che ha la forma di un ponte. Un ponte tra il Nord e il Sud, tra l\u2019Europa e l\u2019Africa; tra Est e Ovest, proteso verso i Balcani e il Medio Oriente. E\u2019 la ragione per la quale l\u2019Italia \u00e8, da sempre, uno straordinario laboratorio culturale, attraversato da influenze di ogni genere. Per questo siamo stati i primi, in Europa, a cogliere la dimensione epocale di quanto accade nel Mediterraneo. Fin dall\u2019inizio abbiamo detto: la questione dei rifugiati non \u00e8 una questione di numeri. Il problema oggi non sono i numeri ma la paura. La paura che attraversa le nostre societ\u00e0 e che dobbiamo prendere sul serio, se davvero vogliamo sconfiggerla. L\u2019Europa \u00e8 nata per sconfiggere la paura, per sostituirla con l\u2019ideale della pace, della cooperazione e della civilt\u00e0. E per moltissimo tempo ha assolto a questa missione con straordinario successo.<BR><BR>Per chi, come me, ha assistito da giovane al crollo del muro di Berlino e ha trovato in quell\u2019evento una delle ragioni per impegnarsi in politica, l\u2019idea di veder sorgere nuovi muri \u00e8 intollerabile. L\u2019Europa \u00e8 nata per abbattere muri, non per costruirli. Per questa ragione l\u2019Italia \u00e8 in prima linea nel salvataggio migliaia di migranti che fuggono dalla guerra e dalla disperazione.<BR><BR>Per questo ho avuto il privilegio di accompagnare il Segretario Generale Ban Ki-moon su una delle nostre unit\u00e0 navali che partecipano alle operazioni di soccorso di cui l\u2019Italia \u00e8 leader nel Mediterraneo centrale, salvando migliaia di vite umane. Affrontare i flussi migratori richiede capacit\u00e0 di rispondere all\u2019emergenza immediata, ma anche approccio strategico di lungo termine, guardando le cause profonde e \u2013 allo stesso tempo \u2013 le opportunit\u00e0 in termini di sviluppo umano e cooperazione economica. Non si risolvono problemi cosi\u2019 grandi con una dichiarazione ad effetto, ma con un lavoro di settimane e mesi. L\u2019Italia \u00e8 consapevole che le migrazioni non possono essere affrontate a livello nazionale dai Paesi di origine, transito e destinazione dei migranti. Lo ribadiamo da mesi. Sono rassicurato dal fatto che tale consapevolezza \u00e8 ora condivisa da molti colleghi, soprattutto all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. Dobbiamo contrastare organizzazioni di trafficanti, promuovere lo sviluppo nei Paesi di origine e sostenere societ\u00e0 inclusive e democratiche.<BR><BR>Lo scenario internazionale ci mostra una crescente domanda di Nazioni Unite e dei principi che le guidano. La mia opinione \u00e8 che lo scopo vero della Carta sia quello di assicurare un futuro migliore ai nostri figli; un futuro di pace e prosperit\u00e0. Sono convinto che sia questa la migliore via per liberarci dalla paura e dare una risposta al radicalismo ed all\u2019estremismo. Questa \u00e8 la sfida che come leader politici dobbiamo esser pronti ad accettare. Ma la mia domanda \u00e8: siamo capaci di offrire una visione strategica per rispondere? L\u2019Italia non si tira indietro. E\u2019 questa \u00e8 la motivazione di fondo che ci spinge a candidarci ad un seggio non permanente in Consiglio di Sicurezza nel biennio 2017\/18. Il nostro motto \u00e8: \u201cl\u2019Italia con le Nazioni Unite. Costruire la pace di domani\u201d. L\u2019Italia non si stancher\u00e0 di lavorare per la moratoria sulla pena di morte, come chiesto dal Papa proprio qui.<BR><BR>Nuove crisi continuano a colpire il Mediterraneo, il Medio Oriente e il continente africano. Linee divisorie, muri attraversano il cuore dell\u2019Europa, in un momento in cui le forze devono essere unite. Il mio augurio va a un consolidamento del cessate il fuoco in Ucraina, affinch\u00e9 i negoziati politici possano avere successo. Sosteniamo gli sforzi del gruppo \u201cNormandia\u201d, cos\u00ec come dell\u2019OSCE. Di recente abbiamo assistito alla forza che pu\u00f2 avere il dialogo e l\u2019impegno politico. L\u2019accordo tra gli Stati Uniti e Cuba ha una portata storica. E l\u2019accordo con l\u2019Iran sul programma nucleare ha le potenzialit\u00e0 per aprire una fase di speranza in tutta la regione. Mentre ci sentiamo impegnati per l\u2019implementazione dell\u2019accordo, ribadiamo con forza il diritto all\u2019esistenza del popolo e dello Stato di Israele. Solo nel dialogo e nel negoziato possiamo trovare la strada per il futuro delle nostre generazioni. Non c\u2019\u00e8 alternativa. Lo dico a entrambi i nostri amici israeliani e palestinesi. E\u2019 essenziale tornare al negoziato, con l\u2019obiettivo di giungere alla soluzione dei due Stati, che vivano fianco a fianco, in pace e sicurezza.<BR><BR>Questa assemblea \u00e8 stata caratterizzata da grandi discussioni sulla Siria. La prolungata assenza di soluzioni politiche alla crisi ha prodotto violenza inenarrabile e provocato una tragedia umana senza precedenti, come dimostra il grande numero di rifugiati. Mai come ora c\u2019\u00e8 un nemico pericoloso: Daesh, cio\u00e8 l\u2019Isis. Ma non \u00e8 limitato a quella regione. Pu\u00f2 espandersi in Africa. I fratelli libici devono sapere che non ci siamo dimenticati di loro. L\u2019Italia \u00e8 pronta ad assumere un ruolo guida in Libia, se ci verr\u00e0 richiesto, per il meccanismo di assistenza e stabilizzazione. E\u2019 pronta a collaborare con un governo di unit\u00e0 nazionale nei settori chiave. E\u2019 una battaglia di valori e contro la paura. Il terrorismo ci vuole far morire o non riuscendoci, ci vuole far vivere come piace a loro. Attaccando Palmira, loro non attaccano il passato ma prendono di mira il futuro. L\u2019Italia ha la pi\u00f9 alta concentrazione al mondo di siti Unesco. Ci candidiamo a portare avanti azioni concrete attraverso i Caschi Blu della cultura. Proponiamo una task force internazionale per tutelare i siti storici e artistici, a disposizione dell\u2019Unesco. L\u2019Europa corre il rischio, senza un progetto educativo, di veder crescere il seme malvagio del terrorismo. Negli eventi in Belgio, Danimarca, erano coinvolte persone cresciute ed educate in Paesi europei e trasformate in terroristi contro i diritti dell\u2019uomo.<BR><BR>Signor Presidente, con l\u2019adozione dell\u2019Agenda 2030, abbiamo posto le basi per un percorso strategico verso lo sviluppo sostenibile. L\u2019Italia \u00e8 particolarmente soddisfatta che l\u2019interconnessione tra le 5 P \u2013 People, Prosperity, Partnership, Planet and Peace \u2013 sia riconosciuta e ispiri la nostra azione per il futuro. Il mio Paese si \u00e8 impegnato per l\u2019attuazione dell\u2019Agenda 2030 ed \u00e8 pronto a fare la propria parte. Confermando l\u2019impegno preso alla conferenza di Addis Abeba, l\u2019Italia si \u00e8 impegnata ad aumentare i fondi per la cooperazione. Il nostro obiettivo \u00e8 rafforzare il nostro contributo finanziario nella cooperazione allo sviluppo, superando il rapporto aiuti\/Pil di altri donatori G7. Intanto, daremo il benvenuto a Milano ai nostri partner Stati insulari in via di sviluppo per l\u2019evento sulla sicurezza alimentare e l\u2019adattamento climatico che si terr\u00e0 a met\u00e0 ottobre a Expo Milano. Un messaggio che incrocia le istanze dell\u2019agricoltura sostenibile. Mi impegno con i Paesi africani a lavorare sul cambiamento dei modelli di consumo, sulla prevenzione dei conflitti dovuti al degrado di terre coltivabili e alla siccit\u00e0. Non sono temi di serie B. L\u2019Italia \u00e8 al fianco dello sforzo del Segretario Generale Ban Ki Moon e di tutta la comunit\u00e0 internazionale per affrontare il cambiamento climatico con ambizione e risolutezza, mobilitando le risorse necessarie per rendere le conferenze di Lima e Parigi passi in avanti fondamentali.<BR><BR>Signore e Signori, ho finito. Nelle scuole italiane, i nostri bambini imparano a conoscere il forte legame che esisteva tra antiche civilt\u00e0 del Mediterraneo, Africa, Medio Oriente e Nord. Quei bambini non sono comparse ma la ragione per cui ci impegniamo. Il primo valore da tutelare \u00e8 la vita. In tanti ci siamo commossi per l\u2019immagine di Aylan, bambino che si \u00e8 addormentato con il fratellino senza poter vedere il futuro. Non possiamo limitarci alla commozione. Sono tanti i bambini morti nel Mediterraneo, sulle navi dei trafficanti, i nuovi schiavisti. Ma voglio ricordare anche nomi di cui non parla nessuno: Diabam, Salvatore, Ibris Ibrahim, Francesca Marina. Sono alcuni dei nati a bordo delle unit\u00e0 della Guardia Costiera italiana grazie al lavoro dei miei connazionali. L\u2019Europa non ceda alla paura e l\u2019Italia far\u00e0 orgogliosamente la propria parte. Grazie.<BR><BR><BR><A href=\"http:\/\/www.governo.it\/Presidente\/AudioVisivi\/dettaglio.asp?d=79385\">Video dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri<BR><\/A><BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Signor Presidente, distinti colleghi, Signore e Signori.Parlo a nome di un popolo generoso e responsabile che si impegna nel salvataggio di migliaia di fratelli e sorelle nel cuore del Mediterraneo. 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