{"id":2192,"date":"2016-09-22T19:17:02","date_gmt":"2016-09-22T17:17:02","guid":{"rendered":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2016\/09\/71ma-unga-dibattito-generale\/"},"modified":"2016-09-22T19:17:02","modified_gmt":"2016-09-22T17:17:02","slug":"71ma-unga-dibattito-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2016\/09\/71ma-unga-dibattito-generale\/","title":{"rendered":"INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  MATTEO RENZI ALLA 71a SESSIONE DELL\u2019ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE  NEW YORK, 20 SETTEMBRE 2016"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2016\/09\/renzi-onu-640x400.jpg\" alt=\"renzi onu 640x400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Signor Presidente dell\u2019Assemblea, Signori Delegati,<\/p>\n<p>nell\u2019avvicinarmi alla conclusione di questa giornata, avverto la responsabilit\u00e0 di parlare da questo podio dopo ci\u00f2 che \u00e8 stato detto, in particolar modo dopo la rappresentazione che questa mattina il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha offerto a tutti noi. Egli, nel tracciare un bilancio di questi otto anni della sua presidenza e del rapporto con le Nazioni Unite, ha evidenziato come il quadro internazionale veda oggi una profonda divisione tra il mondo della paura e il mondo del coraggio, tra il mondo del risentimento e il mondo della speranza, tra la rabbia e il mondo delle opportunit\u00e0. Si apre dunque una stagione nuova, una stagione ricca di opportunit\u00e0, di possibilit\u00e0 ma anche di minacce inedite e di difficolt\u00e0 che fino a qualche tempo fa sembravano probabilmente molto lontane. Su tutte la minaccia del terrorismo nelle nostre citt\u00e0, nella quotidianit\u00e0 della vita di tutti i giorni. Il terrorismo non colpisce pi\u00f9 soltanto gli obiettivi convenzionali, ma colpisce la dimensione umana, un teatro, un ristorante, un museo, uno stadio. I rischi collegati alle pandemie, talvolta esagerati, ma molto spesso rischi reali, profondi. I rischi legati all\u2019ambiente cui questa comunit\u00e0 di donne e uomini ha saputo dare una risposta e da questo podio insieme ai colleghi ho parlato partecipando alla firma nell\u2019aprile scorso dell\u2019importante Accordo di Parigi, ma anche i rischi legati ad altre vicende che comunque concorrono a fare del futuro un momento di preoccupazione pi\u00f9 che di speranza, da quelli legati alle calamit\u00e0 naturali e l\u2019Italia con ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto ad Amatrice, Accumuli, Arquata qualche settimana fa ne \u00e8 testimone, fino alle grandi questioni connesse all\u2019immigrazione e ai problemi che essa suscita nel cuore delle persone, agli interrogativi che essa suscita, alle difficolt\u00e0 che essa propone. Dunque il futuro \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 un luogo di cui dubitare, del quale aver paura. Eppure noi abbiamo la necessit\u00e0 di scegliere la strada della speranza, la strada della possibilit\u00e0, la strada delle opportunit\u00e0. I problemi, infatti, non sono problemi teorici che un consesso di esperti si trova a dover affrontare, ma hanno dei volti: il volto di Omran, il bambino siriano spaventato, impaurito, pieno di sangue, che guarda con i suoi occhioni non tanto un teleobiettivo di un fotografo, ma il cuore di ciascuno di noi. Hanno gli occhi di Nadia, la ragazza yazida che ho incontrato ieri, scappata alla violenza di Daesh e oggi testimone coraggiosa di una battaglia in nome dei diritti umani, dei diritti delle donne, dei diritti alla libert\u00e0. Ma sono sfide e minacce che non hanno pi\u00f9 confini, sono nel cuore delle nostre citt\u00e0, talvolta delle periferie, delle periferie delle citt\u00e0 europee che troppo spesso hanno dimenticato il vero senso del rischio insito nei propri confini e non fuori da essi. Ogni riferimento a ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto tra Parigi e Bruxelles \u00e8 puramente voluto. Mi sono dunque domandato, nel portare il saluto dell\u2019Italia, quale possa essere la voce che viene da Roma su questi temi. E senz\u2019altro sarebbe bello con voi condividere le parole di speranza e anche di orgoglio che caratterizzano i gesti concreti delle centinaia e migliaia di vite umane salvate dagli Italiani con un\u2019uniforme, con la divisa della Marina Militare, della Guardia Costiera, che ogni giorno salvano nel Mediterraneo le vite umane altrimenti condannate alla disperazione. Sarebbe bello portare a ciascuno di voi l\u2019orgoglio e la voce degli Italiani che operano nel settore della cultura, dell\u2019educazione, della ricerca, degli Italiani che insieme ad altri europei, guidando la missione europea tra qualche settimana vedranno per la prima volta una missione europea arrivare su Marte il 19 ottobre, esattamente tra un mese, segno di una ricerca che porta l\u2019Europa a essere non soltanto il luogo delle tecnocrazie e delle burocrazie ma il luogo del futuro. Eppure, vorrei proporvi un\u2019immagine diversa, se volete persino provocatoria, l\u2019immagine che da Roma vorrei proporvi \u00e8 quella di Enea. Enea \u00e8 l\u2019uomo del viaggio, la mitologia ha molti esempi di persone che si mettono in viaggio. C\u2019\u00e8 chi si mette in viaggio per ritornare a casa, come fa Ulisse, e chi come Enea sceglie di viaggiare per creare una nuova citt\u00e0, una nuova civilt\u00e0. Enea si mette in viaggio portando sulle spalle il proprio padre, malato, segno di una generazione che non ha paura di prendersi la propria responsabilit\u00e0, e che ritiene l\u2019esperienza delle persone pi\u00f9 anziane comunque un valore irrinunciabile, al punto da caricarsi il peso di qualcosa di pi\u00f9 di una storia. Enea \u00e8 l\u2019uomo che assicura al figlio Ascanio la possibilit\u00e0 di continuare a vivere e fondare la grande storia di Roma. Ma Enea \u00e8 l\u2019uomo che nel mito della fondazione porta con s\u00e9 la pietas, il senso del rispetto, il senso a met\u00e0 tra il valore religioso e il senso profondo dell\u2019identit\u00e0 culturale che rende una comunit\u00e0 degna di essere chiamata comunit\u00e0. Senza pietas, senza attenzione agli altri non c\u2019\u00e8 spazio per una comunit\u00e0. Ed \u00e8 per questo che a mio giudizio \u00e8 fondamentale che si possa affrontare la sfida lanciata questa mattina da questo podio da Barack Obama con quel valore grande della pietas e della costruzione di comunit\u00e0 a cui fa riferimento il mito di Enea. Ecco come l\u2019Italia affronter\u00e0 le sfide del 2017 partecipando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, condividendo questo impegno con l\u2019Olanda. Ma partecipando nel 2017 ai lavori del Consiglio di Sicurezza, un Consiglio di Sicurezza che vedr\u00e0 un nuovo Segretario Generale, nella convinzione e nella assunzione di responsabilit\u00e0 che gli obiettivi del Millennio, che le sfide legate alla sostenibilit\u00e0 ambientale e tecnologica che la costruzione di una comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 forte passa attraverso i valori che hanno fatto grande la nostra storia. L\u2019Italia parteciper\u00e0 nel 2017 alla vita comunitaria internazionale ospitando il 25 marzo i Paesi che compongono l\u2019Unione Europea per l\u2019appuntamento dei 60 anni della firma dei trattati, appuntamento rilevante, grande, ma per fare dell\u2019Europa non una rievocazione storica quanto un nuovo capitolo di un libro che va scritto con pi\u00f9 ideali, con pi\u00f9 sogni, con pi\u00f9 orizzonte, con pi\u00f9 visione, non soltanto un day by day stancante e ripetitivo di regole e burocratiche scelte. E parteciper\u00e0, guidandolo, ai lavori del G7 che si terranno in una cornice splendida, la cornice della Sicilia, terra di grande cultura, terra di grandi valori. E\u2019 la cornice del teatro di Taormina, di fronte all\u2019Etna, con il mare del Mediterraneo che bagna questa straordinaria regione, mettendo al centro i temi propri dell\u2019azione di cui abbiamo discusso sino ad oggi, l\u2019aumento dei denari per la cooperazione allo sviluppo, gli investimenti sull\u2019educazione, perch\u00e9 non possiamo dimenticare che se esiste un problema terrorismo proveniente dai teatri di guerra esiste anche un problema terrorismo proveniente dalle periferie abbandonate delle citt\u00e0 e l\u2019unica arma per combattere questo terrorismo \u00e8 un gigantesco investimento nell\u2019educazione, nel capitale umano. Siamo molto orgogliosi come Italia di aver approvato una legge insieme ai rappresentanti del Parlamento che dice che per ogni euro investito in sicurezza, in polizia, in cybertechnology, in cybersecurity, un euro va investito in cultura, in educazione, in creazione di asili nido, di teatri, di luoghi dello spirito e dell\u2019anima, perch\u00e9 anche cos\u00ec si combatte la crisi del nostro tempo e faremo del G7 un\u2019occasione importante per riflettere sui valori identitari e culturali, dalla sfida del cibo, inteso in un duplice senso, la lotta contro la povert\u00e0 e per le persone che muoiono di fame e dall\u2019altro il valore della sicurezza alimentare e della consapevolezza sanitaria, ma c\u2019\u00e8 contemporaneamente la convinzione che la sfida del Consiglio di Sicurezza, la sfida dell\u2019Europa, la sfida del G7, hanno la stessa matrice, hanno lo stesso imprinting. Abbiamo il dovere, come Italiani, di portare la nostra voce e il nostro contributo alle Nazioni Unite nella scelta e nella individuazione di valori antichi declinati in modo nuovo. La pietas di Enea diventa oggi l\u2019occasione di costruire un mondo basato sulla speranza e non basato sul risentimento, l\u2019odio, la rabbia. Il nostro popolo continua a lavorare con donne e uomini che servono la pace e gli ideali della pace. Lo fanno le donne e gli uomini della diplomazia, lo fanno le donne e gli uomini della politica, lo fanno le donne e gli uomini che servono il nostro Paese attraverso un\u2019uniforme in Afghanistan, in Somalia, proteggendo la diga di Mosul, in un\u2019area fondamentale del futuro del nostro pianeta e contemporaneamente nell\u2019area dei Balcani, in particolar modo in Serbia. Sono professionisti della sicurezza che hanno un elemento in pi\u00f9, l\u2019elemento dell\u2019umanit\u00e0, come elemento centrale. Ma queste donne e uomini che ci rendono fieri di appartenere alla storia italiana sanno che non veniamo dal niente, veniamo da quella tradizione alla quale ho fatto riferimento e che trova nel Mar Mediterraneo l\u2019espressione pi\u00f9 alta. Il Mar Mediterraneo era il mare che i Romani definivano il Mare Nostrum, \u00e8 il mare nel quale oggi centinaia e centinaia di persone, migliaia di persone, cercano paradossalmente rifugio scappando dalla guerra, dalla fame, dalla povert\u00e0. Noi dovremo farci carico sempre di pi\u00f9 di quell\u2019area del mondo. Rispetto all\u2019intervento dello scorso anno possiamo segnalare dei passi in avanti in Libia. Ma ancora troppo poco ha fatto la comunit\u00e0 internazionale, in particolar modo l\u2019Europa, per fare del Mediterraneo il luogo nel quale ci giocheremo la sfida della dignit\u00e0, perch\u00e9 se non rimettiamo al centro i valori di umanit\u00e0 e di pietas in quell\u2019area geografica, in quel fazzoletto, in quello spicchio di mondo, non saremo nelle condizioni di essere fedeli alla nostra tradizione. Ecco perch\u00e9 l\u2019Italia accetta la sfida che il Presidente degli Stati Uniti oggi ha posto a questa Assemblea dicendo che staremo sempre dalla parte della democrazia, della libert\u00e0, dei valori, degli ideali, con la concretezza che deriva da chi ha un grande sogno e un grande orizzonte, ma anche contemporaneamente il desiderio profondo di fare della politica un\u2019attivit\u00e0 nobile e concreta, intervenendo senza lasciare ad altri le responsabilit\u00e0 e assumendosi in toto il senso profondo di una sfida che noi dalle nostre parti chiamiamo umanit\u00e0. Buon lavoro a tutti noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Signor Presidente dell\u2019Assemblea, Signori Delegati, nell\u2019avvicinarmi alla conclusione di questa giornata, avverto la responsabilit\u00e0 di parlare da questo podio dopo ci\u00f2 che \u00e8 stato detto, in particolar modo dopo la rappresentazione che questa mattina il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha offerto a tutti noi. 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