{"id":1974,"date":"2018-11-09T16:12:30","date_gmt":"2018-11-09T15:12:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/11\/intervento-del-presidente-della_0\/"},"modified":"2018-11-09T16:12:30","modified_gmt":"2018-11-09T15:12:30","slug":"intervento-del-presidente-della_0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/11\/intervento-del-presidente-della_0\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia in occasione del centenario della fine della Grande Guerra e Giorno dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale e Giornata delle Forze Armate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Trieste, 04\/11\/2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono particolarmente lieto di celebrare a Trieste, in questa magnifica piazza, cos\u00ec ricca di storia e di cultura, la Giornata dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale e delle Forze armate, che quest\u2019anno coincide con il centenario della conclusione vittoriosa della Prima Guerra Mondiale. Trieste, profondamente italiana ed europea, citt\u00e0 di confine e di cerniera, citt\u00e0 cara a tutta Italia. Trieste, capitale di pi\u00f9 mondi, storia di tante storie \u00e8 \u2013 insieme &#8211; un simbolo e una metafora della complessit\u00e0 e delle contraddizioni del Novecento. Saluto con affetto i triestini e, con loro, tutti gli Italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica celebra qui la Vittoria e la conclusione di quella guerra, che sanc\u00ec il pieno compimento del sogno risorgimentale dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, con l\u2019arrivo, a Trieste, dell\u2019Audace e della Grecale della nostra Marina e con l\u2019ingresso dell\u2019Esercito a Trento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo facciamo con orgoglio legittimo e con passione, senza trascurare la sofferenza e il dolore che hanno segnato quella pagina di storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo facciamo in autentico spirito di amicizia e di collaborazione con i popoli e i governi di quei Paesi i cui eserciti combatterono, con eguale valore e sacrificio, accanto o contro il nostro. Saluto i loro rappresentanti che sono qui con noi, oggi, in Piazza Unit\u00e0 ed esprimo riconoscenza per la loro significativa presenza. Celebrare insieme la fine della guerra e onorare congiuntamente i caduti &#8211; tutti i caduti &#8211; significa ribadire con forza, tutti insieme, che alla strada della guerra si preferisce sviluppare amicizia e collaborazione. Che hanno trovato la pi\u00f9 alta espressione nella storica scelta di condividere il futuro nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra, le guerre, sono sempre tragiche, anche se combattute \u2013 come fu per tanti italiani \u2013 con lo storico obiettivo di completare il percorso avviato durante il Risorgimento per l\u2019Unit\u00e0 Nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scoppio della guerra nel 1914 sanc\u00ec, in misura fallimentare, l\u2019incapacit\u00e0 delle classi dirigenti europee dell\u2019epoca di comporre le aspirazioni e gli interessi nazionali in modo pacifico e collaborativo, anzich\u00e9 cedere &#8211; come invece avvenne &#8211; alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo che si traduceva nella volont\u00e0 di potenza, nei cosiddetti sacri egoismi e nella retorica espansionistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha scritto Claudio Magris, \u00abOgni paese pensava di dare una piccola bella lezione al nemico pi\u00f9 vicino, ricavandone vantaggi territoriali o d\u2019altro genere \u2026. Nessuno riusciva ad immaginare che la guerra potesse essere cos\u00ec tremenda, specialmente per le truppe al fronte, e avere una tale durata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Grande Guerra, che comport\u00f2 il sacrificio di pi\u00f9 di dieci milioni di soldati, e un numero altissimo &#8211; rimasto imprecisato &#8211; di caduti civili, non diede all\u2019Europa quel nuovo ordine fondato sulla pace, sulla concordia e sulla libert\u00e0 che molti, con sincere intenzioni, avevano auspicato o vagheggiato. La guerra non produsse, neppure per i vincitori, ricchezza e benessere ma dolore, miseria e sofferenze, nonch\u00e9 la perdita della primaria rilevanza dell\u2019Europa in ambito internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra non risolse le antiche controversie tra gli Stati, ma ne cre\u00f2 di nuove e ancor pi\u00f9 gravi, facendo sprofondare antiche e civili nazioni euopee nella barbarie dei totalitarismi e ponendo le basi per un altro, ancor pi\u00f9 distruttivo, disumano ed esacerbato conflitto globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli errori, gravi ed evitabili, delle classi dirigenti del secondo decennio del Novecento, e una conduzione della guerra dura e spietata degli Alti Comandi, non debbono e non possono mettere in ombra comportamenti eroici dei soldati e il loro sacrificio, compiuto in nome degli ideali di Patria. Un\u2019esperienza di valore, di mobilitazione, di solidariet\u00e0, di adempimento del dovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non lontano da qui, sulla terribile petraia del Carso, cos\u00ec come su tutte le zone del fronte, dai monti fino al mare, si scrissero pagine indimenticabili di valore, di coraggio, di sofferenza, di morte e di desolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel buio delle trincee, nel fango, al gelo, micidiali e sempre pi\u00f9 perfezionati armamenti, uniti alla fame e a terribili epidemie, mietevano ogni giorno migliaia e migliaia di vittime, specialmente tra i pi\u00f9 giovani. Tra i soldati italiani uno su dieci per\u00ec in battaglia o negli ospedali. Stesse percentuali, se non maggiori, si calcolarono negli altri eserciti, alleati o nemici. E non si contarono i mutilati, gli invalidi, i dispersi, i prigionieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uomini di ogni et\u00e0, provenienti da ogni parte d\u2019Italia, di differente estrazione sociale e livello culturale, si trovarono \u2013 per volontaria decisione o per obbedienza \u2013 uniti nelle trincee, nei terribili assalti, nelle retrovie, sotto le minacce dei bombardamenti, dei gas, dei cecchini. I soldati italiani trovarono, ciascuno a suo modo, dentro di s\u00e9, la forza di resistere e di sostenere, con coraggio e dedizione, prove durissime, spesso ben oltre il limite dell\u2019umana sopportazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero citare anche i molti italiani, abitanti delle terre allora irredente, che furono inviati nella lontana Galizia, dove combatterono e tanti perirono con la divisa austroungarica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo ricordare oggi tutti i soldati e i marinai, tutti e ciascuno. I pi\u00f9 intrepidi, certamente, animati dallo sprezzo del pericolo e dalla forza della volont\u00e0. I tanti eroi, quelli riconosciuti e quelli sconosciuti. Ma anche i rassegnati, gli afflitti, quelli pieni di timore. La morte e il sacrificio sono la cifra della guerra, che unisce tutti i soldati facendo gravare su di essi le sofferenze che provoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si volle scrivere, nell\u2019immediato dopoguerra, conferendo la medaglia d\u2019oro al Milite ignoto, anche oggi vogliamo onorare &#8220;Lo sconosciuto, il combattente di tutti gli assalti, l&#8217;eroe di tutte le ore che, ovunque pass\u00f2 o sost\u00f2, prima di morire, confuse insieme il valore e la piet\u00e0. Soldato senza nome e senza storia, Egli \u00e8 la storia: la storia del nostro lungo travaglio, la storia della nostra grande vittoria&#8221;. Cos\u00ec quella motivazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero richiamare il ricordo di un soldato semplice, Vittorio Calderoni. Era nato in Argentina, nel 1901, da genitori italiani emigrati. A soli 17 anni s\u2019imbarc\u00f2 per l\u2019Italia, per arruolarsi e combattere nell\u2019Esercito italiano. Mor\u00ec per le ferite ricevute, a guerra ormai finita, nel novembre di cento anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo doveroso ricordarlo qui, in questa stessa piazza, dove ottanta anni addietro fu pronunciato da Mussolini un discorso che inaugur\u00f2 la cupa e tragica fase della persecuzione razziale in Italia, perch\u00e9 Vittorio Calderoni era ebreo, il pi\u00f9 giovane tra i circa 400 italiani di origine ebraica caduti nella Grande Guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vittorio Veneto fu l\u2019atto finale di una guerra combattuta con coraggio e determinazione da un esercito dimostratosi forte e coeso, nel sapersi riprendere dopo la terribile disfatta di Caporetto, dovuta anche a gravi errori nella catena di comando. E non, certo, attribuibile a vilt\u00e0 dei nostri soldati. Nel momento cruciale, nei soldati, prevalse il desiderio di riscatto, di unit\u00e0, l\u2019amore di patria. E il contributo del valoroso Esercito italiano fu determinante per gli esiti vittoriosi della coalizione alleata. Il fronte orientale fu il primo a cedere sotto la spinta italiana e a indurre gli Imperi centrali a sollecitare l\u2019armistizio. Segu\u00ec, una settimana dopo, il fronte occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di venire qui a Trieste sono andato a rendere omaggio ai caduti raccolti nel Sacrario di Redipuglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel luogo, accanto alle centomila e pi\u00f9 tombe di soldati italiani, uomini di ogni et\u00e0 e provenienza, ce n\u2019\u00e8 una &#8211; una sola &#8211; dove riposa il corpo di una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la tomba di Margherita Kaiser Parodi Orlando. Era una crocerossina, di famiglia borghese, partita per il fronte quando aveva appena 18 anni. Mor\u00ec tre anni dopo, di spagnola, dopo aver assistito e curato centinaia di feriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto al suo, ricordo un altro nome, quello di Maria Plozner Mentir, di umili origini, medaglia d\u2019oro al valor militare, madre di quattro figli, uccisa da un cecchino nel 1916. Era una delle tante \u201cportatrici\u201d della Carnia, donne che, liberamente e coraggiosamente, raggiungevano le prime linee, per portare ai nostri soldati cibo, vestiario, munizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero citare un\u2019altra donna: la regina di allora, Elena, che durante la guerra si prodig\u00f2 come infermiera, ospitando nel palazzo del Quirinale un ospedale da campo, per ricoverare e curare feriti e mutilati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una borghese, una donna del popolo, la regina. Desidero ricordarle come rappresentative di tutte le donne italiane che lottarono al fronte o nelle fabbriche, che crebbero da sole i propri figli, che si prodigarono per cucire abiti, procurare cibo o assistere feriti e moribondi. Senza le donne quella vittoria non sarebbe stata possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne, gli anziani, i bambini, i disabili, combatterono un\u2019altra guerra, meno cruenta forse, ma non per questo meno coraggiosa o meno carica di lutti e di sofferenze. E anche oggi, del resto, donne, anziani e bambini sono le vittime pi\u00f9 fragili di ogni guerra e di ogni conflitto. La Grande Guerra non riguard\u00f2 soltanto i soldati: distruzioni, patimenti e fame si abbatterono anche sulla popolazione civile, in particolare nelle zone del Veneto e del Fri\u00f9li occupate dopo la ritirata di Caporetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Giorno dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale tutto il popolo italiano si stringe con riconoscenza attorno alle Forze Armate. Unitamente a loro, cos\u00ec come accadde nel corso della Grande Guerra, \u00e8 presente la Guardia di Finanza. La loro storia, costellata da tantissimi episodi di eroismo, prosegue fino ai giorni nostri nel solco delle pi\u00f9 nobili tradizioni ed \u00e8 proiettata nel futuro con i medesimi caratteri: dedizione, altruismo e passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie, privilegia la pace, la collaborazione internazionale, il rispetto dei diritti umani e delle minoranze. Le nostre Forze Armate sono parte fondamentale di questo disegno e sono impegnate per garantire la sicurezza e la pace in ambito internazionale, rafforzando il prestigio dell\u2019Italia nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre celebriamo questo importante anniversario, 5.600 militari italiani sono impiegati all\u2019estero in missioni di pace delle Nazioni Unite, dell\u2019Alleanza Atlantica, dell\u2019Unione Europea, con grandi o piccoli contingenti. Ad essi si aggiungono quasi ottomila militari impegnati, sul territorio nazionale, per l\u2019operazione \u201cStrade Sicure\u201d e, nel mar Mediterraneo, per \u201cMare Sicuro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutti loro esprimo la pi\u00f9 ampia riconoscenza e la vicinanza del Paese. Grazie per quello che fate, e grazie alle vostre famiglie che sono giustamente orgogliose di voi e vi sostengono anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste ore tanti nostri militari &#8211; che ringrazio particolarmente &#8211; sono impegnati, insieme a tanti volontari, nelle operazioni di soccorso e di emergenza nei territori che, nelle nostre montagne, in Friuli, in Veneto, in Trentino, sino alla provincia di Palermo, e in altre regioni, sono state investite da un\u2019ondata di maltempo con drammatiche conseguenze di lutti e devastazioni. Ai familiari delle vittime va tutta la vicinanza dell\u2019Italia, a tutte le popolazioni delle zone colpite la solidariet\u00e0 piena e completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa terra che ha vissuto tragedie immani &#8211; come quella delle foibe &#8211; desidero rivolgere, per concludere, un saluto speciale alle ragazze e ai ragazzi italiani, incoraggiandoli a tenere viva la memoria dei caduti e delle sofferenze della popolazione civile di allora, come antidoto al rischio di nuove guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei momenti oscuri, il tempo e le sofferenze delle due guerre mondiali, a voi ragazzi \u2013 coetanei di tanti caduti di allora &#8211; sembrano molto lontani; remoti. Ma rammentate sempre che soltanto il vostro impegno per una memoria, attiva e vigile, del dolore e delle vittime di quei conflitti pu\u00f2 consolidare e rendere sempre pi\u00f9 irreversibili le scelte di pace, di libert\u00e0, di serena e rispettosa convivenza tra le persone e tra i popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viva l\u2019Italia Unita, Viva le Forze Armate, Viva la Repubblica, Viva la Pace!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Trieste, 04\/11\/2018 Sono particolarmente lieto di celebrare a Trieste, in questa magnifica piazza, cos\u00ec ricca di storia e di cultura, la Giornata dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale e delle Forze armate, che quest\u2019anno coincide con il centenario della conclusione vittoriosa della Prima Guerra Mondiale. 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