{"id":1587,"date":"2022-04-26T14:38:15","date_gmt":"2022-04-26T12:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2022\/04\/intervento-del-presidente-della_1\/"},"modified":"2022-04-26T14:38:15","modified_gmt":"2022-04-26T12:38:15","slug":"intervento-del-presidente-della_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambottawa.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2022\/04\/intervento-del-presidente-della_1\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 77\u00b0 Anniversario della Liberazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 77\u00b0 Anniversario della Liberazione, ha pronunciato il seguente intervento:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abRivolgo un saluto a tutti i presenti, alle Autorit\u00e0, ai Rappresentanti del Parlamento, ai Ministri degli Esteri e del Mezzogiorno, ai Sottosegretari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluto e ringrazio, per i loro interventi, il Presidente Regione, il Sindaco della citt\u00e0 metropolitana di Napoli e il Sindaco di Acerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei pregare il Sindaco di Acerra di trasmettere il mio saluto a tutti gli acerrani, anche con l\u2019assicurazione che la mia presenza \u00e8 naturalmente legata all\u2019importante occasione che ci riunisce ma \u00e8 anche il segno della vicinanza alla citt\u00e0, al suo territorio, alla qualit\u00e0 della vita in questo territorio, alle esigenze, ai problemi, alle questioni e ai profili di carattere sociale e ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un momento particolarmente ricco di significato celebrare qui ad Acerra il 25 aprile, la ricorrenza della Liberazione. Acerra \u00e8 Medaglia d\u2019oro al Merito civile; \u00e8 stata teatro &#8211; nell\u2019ottobre del 1943 \u2013, come abbiamo visto e ascoltato poc\u2019anzi, di una strage terribile di civili innocenti. Per molto tempo quella strage \u00e8 stata quasi dimenticata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che \u2013 in ogni parte d\u2019Italia &#8211; perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libert\u00e0 \u00e8 stata scritta da loro, la nostra Costituzione democratica \u00e8 merito del loro sacrificio, \u00e8 nata dal loro sacrificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poc\u2019anzi, la professoressa Insolvibile &#8211; che ringrazio &#8211; ci ha illustrato con precisione il quadro e il contesto in cui sono inseriti i terribili fatti di Acerra: la rappresaglia criminale che colp\u00ec questa citt\u00e0 a pochi giorni dalle Quattro Giornate di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fu l\u2019unica strage, ma purtroppo, per numero di vittime, la pi\u00f9 grave della Campania. Quasi novanta morti, tra cui \u2013 come si vede dalla lapide qui accanto \u2013 tante donne, bambini, anziani. Una strage che fece seguito a un tentativo di ribellione e che ci aiuta a comprendere maggiormente il ruolo che ebbero anche le popolazioni meridionali nella lotta di Liberazione. Lo ricordava poc\u2019anzi il Presidente De Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Campania, soprattutto nel territorio a sud del Volturno, nelle grandi conurbazioni, da Napoli a Castellammare ad Acerra a Caserta a Capua, si verific\u00f2 un alto numero di conflitti armati tra popolazione e soldati tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Documenti e narrazioni orali presentano una realt\u00e0 che contrasta nettamente con l\u2019immagine attendista che taluno ha superficialmente ritenuto di attribuire al Mezzogiorno. In realt\u00e0, gruppi di giovani combattenti, persone armate di ogni et\u00e0, difendevano il territorio dalle distruzioni dei guastatori, difendevano gli uomini dalle razzie, difendevano le donne dalle violenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I massacri furono un\u2019opera di vendetta e di intimidazione verso questa popolazione, in tutta la zona, risultato della strategia della \u201cterra bruciata\u201d operata dai tedeschi con requisizioni di massa, saccheggi e devastazione del territorio, cui gli abitanti risposero con una diffusa resistenza; in queste aree, che furono teatro di numerosi momenti duri e sanguinosi della campagna d\u2019Italia, dallo sbarco alleato ai nove mesi della battaglia a Cassino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una resistenza che si potrebbe definire ordinaria. Fu una difesa della vita e dei valori quotidiani e comunitari dalla prepotenza di una forza violenta che pretendeva, con crudelt\u00e0, di imporre obbedienza totale: in questo senso si possono leggere anche la difesa dei propri prodotti e dei propri animali da parte dei contadini, il rifiuto di consegnare le macchine e le altre risorse, l\u2019aiuto ai soldati sbandati fatto in nome di una solidariet\u00e0 che, contrapponendosi alle leggi della guerra, esprimeva un sentimento importante di vera e propria resistenza civile alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli occhi delle truppe naziste la colpa dei cittadini di Acerra era quella di aver provato ad opporsi \u2013 con armi rudimentali, con le barricate, con la non collaborazione \u2013 al rastrellamento di uomini da mandare nei campi di lavoro, alla caccia agli ebrei, al saccheggio brutale, alla distruzione sistematica di case e di luoghi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u20198 settembre, e i tragici avvenimenti che ne seguirono, i nazisti mostrarono anche in Italia il loro vero volto: quello brutale, animato da voglia di vendetta, mosso da un\u2019ideologia ciecamente fanatica, che tutto subordinava \u2013 anche la sacralit\u00e0 della vita \u2013 alla violenza, alla sopraffazione, al culto della razza, alla volont\u00e0 di dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u20198 settembre produsse il vaglio, che spazz\u00f2 via vent\u2019anni di illusioni, di parole d\u2019ordine vuote e consumate, di retorica bellicista. Il regime fascista, implose dall\u2019interno, croll\u00f2 su se stesso, corroso dalla sua stessa vanagloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fu la morte della Patria. Ma, al contrario, la riscoperta del suo senso autentico. Quella di una comunit\u00e0 di destino, di donne e uomini che condividono il comune senso di piet\u00e0, i valori di libert\u00e0, giustizia e democrazia, che si proteggono a vicenda, che lavorano per la pace, il benessere, la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vostro eroico concittadino, nato qui ad Acerra, Medaglia d\u2019oro al valore militare, il Colonnello Michele Ferrajolo, di stanza a Mondragone, rifiut\u00f2 sdegnosamente il 9 settembre di consegnare le armi ai tedeschi, incitando i suoi soldati alla resistenza. A chi, tra i suoi, gli propose di arrendersi per aver salva la vita, rispose: \u201cNon si vergogna di parlarmi cos\u00ec? Qui \u00e8 in gioco l\u2019onore della Patria\u201d. Fu ucciso da una raffica di mitra. Mor\u00ec, tra i primissimi, per amore della Patria, quella che il fascismo aveva tradito e umiliato, imponendo la dittatura, la repressione, la guerra a fianco di Hitler. In quel momento, il pi\u00f9 duro e decisivo, la parola Patria riacquistava agli occhi di tanti italiani il suo significato pi\u00f9 limpido e pi\u00f9 autentico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione della popolazione di Napoli, della Campania e di tante altre citt\u00e0 del Meridione, di insorgere contro l\u2019ex alleato, trasformatosi in barbaro occupante, fu una reazione coraggiosa e di dignit\u00e0 umana, contro la negazione stessa dei principi dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo le parole di un illustre figlio della terra campana: lo storico e senatore Gabriele De Rosa, che fu ufficiale dei granatieri a El Alamein e poi membro della Resistenza romana. Raccontava di una piccola donna, sua padrona di casa a Roma, che lo aveva salvato dall\u2019arresto e dalla deportazione, raccontando il falso ai fascisti. Se fosse stata scoperta la verit\u00e0, quella donna sarebbe stata sicuramente fucilata. De Rosa concludeva: \u201cQuesta donna ha fatto la Resistenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E oggi tra gli storici vi \u00e8 concordia nell\u2019assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell\u2019arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso della dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono resistenti i combattenti delle montagne, le tante staffette partigiane, i militari che, perdendo la vita o subendo la deportazione, rifiutarono di servire sotto la cupa bandiera di Sal\u00f2. Furono resistenti, a pieno titolo, le persone che nascosero in casa gli ebrei, o i militari alleati, o ricercati politici, coloro che sostenevano la rete logistica della Resistenza. Furono resistenti gli operai che entrarono in sciopero al Nord, gli autori di volantini e giornali clandestini, gli intellettuali che non si piegarono, i parroci che rimasero vicini al loro gregge ferito. Le vittime innocenti delle tante stragi che, in quella terribile stagione, insanguinarono il nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Meridione l\u2019occupazione nazista dur\u00f2 molto meno che al Nord. L\u2019avanzata alleata risparmi\u00f2 a quelle popolazioni mesi e mesi di calvario che, con altre stragi, insanguinarono invece il Centro Nord del nostro Paese. Fino a quando, il 25 aprile del 1945, in Italia si registr\u00f2 la fine del nazismo e fascismo e la riconquista della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, pur se la resistenza nelle regioni del Sud ebbe una storia pi\u00f9 breve, ne va sottolineata l\u2019importanza, in termini di coraggio, valore e sacrificio. Senza dimenticare il contributo offerto alla lotta partigiana al Nord da tanti militari originari di regioni del Mezzogiorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, in tutta Italia, la Resistenza \u2013 come lo era stato l\u2019antifascismo di tanti spiriti liberi durante il ventennio &#8211; fu un movimento che ebbe un significato unitario, quello della Liberazione dal nazifascismo, assumendo nel contempo forme e motivazioni anche diverse a seconda delle specifiche circostanze temporali e territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a questi valorosi italiani non pu\u00f2 essere, ovviamente, mai dimenticato il ruolo decisivo dei soldati alleati, venuti da ogni parte del mondo, liberando l\u2019Italia dal giogo del nazifascismo. Migliaia di loro hanno perso la vita e sono sepolti nei nostri territori. Esprimiamo a loro, a distanza di tanti anni, la nostra incancellabile riconoscenza. Erano soldati della coalizione contro il male assoluto, di cui l\u2019Italia sotto la dittatura era stata tragicamente parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Resistenza contro il nazifascismo contribu\u00ec a risollevare l\u2019immagine e a recuperare il prestigio del nostro Paese. Fu a nome di questa Italia che Alcide De Gasperi pot\u00e9 presentarsi a testa alta alla Conferenza di pace di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo riscatto, il sangue versato, questo ritrovato onore nazionale lo celebriamo oggi, insieme a tutta l\u2019Italia, qui ad Acerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, in questa imprevedibile e drammatica stagione che stiamo attraversando in Europa, il valore della Resistenza all\u2019aggressione, all\u2019odio, alle stragi, alla barbarie contro i civili supera i suoi stessi limiti temporali e geografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle prime ore del mattino dello scorso 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate della Federazione Russa avevano invaso l\u2019Ucraina, entrando nel suo territorio da molti punti diversi, in direzione di Kiev, di Karkiv, di Donetsk, di Mariupol, di Odessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi sentimenti si \u00e8 subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. E, pensando a loro, mi sono venute in mente \u2013 come alla senatrice Liliana Segre &#8211; le parole: \u201cQuesta mattina mi sono svegliato e ho trovato l\u2019invasor\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di \u201cBella ciao\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l\u2019Ucraina ma per tutti gli europei, per l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho sottolineato tre giorni fa davanti alle Associazioni partigiane, combattentistiche e d\u2019arma, avvertiamo l\u2019esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa drammaticamente estendersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il percorso per la pace, per ripristinarla; perch\u00e9 possa tornare ad essere il cardine della vita d\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo diciamo convintamente: viva la libert\u00e0, ovunque. Particolarmente dove viene minacciata o conculcata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viva la Resistenza,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">viva il 25 aprile,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">viva la Repubblica!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Acerra, 25\/04\/2022 (Il mandato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 77\u00b0 Anniversario della Liberazione, ha pronunciato il seguente intervento: \u00abRivolgo un saluto a tutti i presenti, alle Autorit\u00e0, ai Rappresentanti del Parlamento, ai Ministri degli Esteri e del Mezzogiorno, ai Sottosegretari. 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