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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

Nel 2019, l'economia canadese è cresciuta dell’1,6%, dopo l’1,8% del 2018 e il 3% del 2017 (dati Statistics Canada). Il mercato del lavoro rimane solido, con un tasso di disoccupazione che si attesta nel mese di febbraio 2020 al 5,6%. Si registra tuttavia un rallentamento nell'ultimo trimestre del 2019 che potrebbe estendersi anche per buona parte del 2020.

Nel tentativo di dare un impulso all’economia, all’inizio di marzo 2020, la Banca Centrale canadese ha ridotto il tasso di interesse di mezzo punto percentuale, portandolo dall’1,75% all’1,25%, dopo diversi mesi di stabilità. Tra le cause che, secondo la Bank of Canada, potrebbero incidere sul consolidarsi di un trend di crescita stabile, si annoverano il generale clima di incertezza della situazione internazionale dovuo alla diffusione della COVID-19, ma anche alcuni fattori interni. In particolare, soffrono gli investimenti, che nel 2019 si sono attestati in territorio negativo rispetto all'anno precedente, complici, in primo luogo, le difficoltà del settore energetico; i consumi sono in aumento sebbene in misura minore rispetto al 2018 e, nonostante il forte indebitamento privato delle famiglie, rimangono la principale voce di sostegno alla crescita. L’inflazione rimane al momento piuttosto stabile e si colloca ad un tasso vicino al 2%, obiettivo fissato dall’Autorità monetaria.

Sul versante del commercio internazionale, il Canada nel 2019 ha migliorato la sua bilancia commerciale, passando dai -11,6 mld CAD nel 2018 ai -8,7 mld CAD nel 2019 (fonte Statistics Canada). Il Canada è un Paese dall’economia molto aperta al commercio internazionale (circa un terzo del PIL deriva dalle esportazioni). Si segnala che il c.d. “nuovo NAFTA”, il Canada-United States-Mexico Agreement (CUSMA), siglato a novembre 2018, già ratificato da Messico e USA, è in attesa di essere ratificato dal Canada, ultimo passaggio prima della sua entrata in vigore.

Rapporti bilaterali

L’Italia gode di ottimi rapporti commerciali con il Canada e nel 2019, secondo Statistics Canada, è divenuto il settimo Paese fornitore del mercato canadese, secondo in Europa dopo la Germania, superando il Regno Unito.

Nel 2019, le esportazioni di beni italiani in Canada sono ammontate a 9,45 mld CAD, in crescita del 5,0% rispetto all’anno precedente, contro 3,2 mld CAD di esportazioni canadesi in Italia (fonte Statistics Canada). La bilancia commerciale ha fatto quindi registrare un saldo positivo per l’Italia molto rilevante, nell’ordine dei 6,2 mld dollari.

Tra i principali comparti del nostro export figurano macchinari, prodotti chimici, autoveicoli e mezzi di trasporto, bevande e alcolici (vino in particolare) e prodotti alimentari. In quest’ultimo settore l’Italia è il primo fornitore europeo del Canada (quarto a livello mondiale).

Nel 2019 si è registrata in particolare una forte crescita del settore chimico-farmaceutico (+15%), dell'oreficeria e pietre preziose (+48%) e dei macchinari (+9%). In crescita anche il settore alimentare che, incluso bevande e alcolici, fa registrare un +5,9%, superando il muro del miliardo di dollari canadesi di valore.

Le esportazioni canadesi in Italia riguardano principalmente prodotti minerari e prodotti chimici e farmaceutici.

Il Canada si conferma un Paese attraente per le imprese italiane, anche grazie ad un ambiente favorevole per gli investimenti. Vi è un crescente interesse da parte delle aziende italiane in settori quali energia, infrastrutture, manifatturiero, nonché delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.


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