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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

Secondo le stime più recenti della Banca Centrale, illustrate nell’ultimo rapporto sulla politica monetaria (link), l'economia canadese ha registrato, a seguito dell’impatto dell’epidemia di COVID-19, un calo del Prodotto Interno Lordo pari al -2,6%, rispetto al trimestre precedente, dato sul quale pesa in maniera determinante il -9% del solo mese di marzo.

L’impatto potrebbe essere ancora più significativo nel secondo trimestre dell’anno in corso con una perdita di valore estesa a quasi tutti i settori, contrastata soltanto dai flussi registrati nell’alimentare, nel farmaceutico e nel commercio online.

Fino a prima della crisi il Paese stava attraversando un periodo positivo, anche se con un tasso di crescita nel 2019 (1,6%) in lieve calo rispetto all’anno precedente (1,8%).

Il mercato del lavoro non è stato risparmiato dall’impatto della pandemia, con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 7,8% nel mese di marzo, rispetto al 5,6% di febbraio. Per la fine dell’anno in corso, secondo uno studio del think tank Conference Board of Canada, potrebbe sfiorare addirittura l’11,3%.

Nel tentativo di dare un impulso all’economia, la Banca Centrale canadese ha messo in atto una politica monetaria espansiva che ha visto abbassare gradualmente il tasso di interesse di 1,5 punti, portandolo in sole sei settimane dal livello del 1,75% allo 0,25.

Sull’economia incide il basso prezzo raggiunto dal petrolio canadese. Secondo l’analisi della Bank of Canada un prolungato stazionamento del prezzo del petrolio sui livelli attuali produrrebbe non soltanto un impatto diretto sulle attività industriali, deprimendo gli investimenti, ma potrebbe avrebbe un riflesso determinante anche dal punto di vista monetario, contribuendo a spingere il tasso di inflazione verso il basso.

Quest’ultimo indicatore, che fino a prima della pandemia, la Banca Centrale era riuscita a incanalare in maniera stabile al livello prefissato del 2%, è infatti previsto attestarsi intorno allo 0% nel secondo trimestre dell’anno.

Il Governo canadese ha implementato una serie di misure espansive al fine di incentivare la domanda aggregata e di fornire all’economia uno stimolo immediato, riducendo il più possibile l’impatto negativo della crisi epidemica. La due misure più rilevanti in termini di impatto economico sono il Canada Emergency Wage Subsidy (CEWS) e il Canada Emergency Response Benefit (CERB). Per conoscere tutte le misure lanciate dal Governo Canadese consultare la seguente pagina web.

Sul versante del commercio internazionale, il Canada ha migliorato la sua bilancia commerciale nel 2019, facendo registrare un saldo di -8,7 mld CAD, rispetto ai -11,6 mld CAD del 2018. Nel primo trimestre del 2020 la bilancia commerciale canadese registrava un disavanzo di poco meno di 1 mld CAD. Anche qui sarà determinante valutare i dati dei mesi successivi per tenere conto dell’impatto dell’epidemia.

Il Canada è un Paese dall’economia molto aperta al commercio internazionale (circa un terzo del PIL deriva dalle esportazioni). Si segnala che il c.d. “nuovo NAFTA”, il Canada-United States-Mexico Agreement (CUSMA), siglato a novembre 2018, già ratificato da Messico e USA, è stato finalmente ratificato dal Canada il 13 marzo u.s. e sarà in vigore a partire dal primo luglio 2020

 

Rapporti economici bilaterali

L’Italia gode di ottimi rapporti commerciali con il Canada e nel 2019, secondo Statistics Canada, è divenuto il settimo Paese fornitore del mercato canadese, secondo in Europa dopo la Germania, superando il Regno Unito.

Nel 2019, le esportazioni di beni italiani in Canada sono ammontate a 9,45 mld CAD, in crescita del 5,0% rispetto all’anno precedente, contro 3,2 mld CAD di esportazioni canadesi in Italia (fonte Statistics Canada). La bilancia commerciale ha fatto quindi registrare un saldo positivo per l’Italia molto rilevante, nell’ordine dei 6,2 mld dollari.

Tra i principali comparti del nostro export figurano macchinari, prodotti chimici, autoveicoli e mezzi di trasporto, bevande e alcolici (vino in particolare) e prodotti alimentari. In quest’ultimo settore l’Italia è il primo fornitore europeo del Canada (quarto a livello mondiale).

Nel 2019 si è registrata in particolare una forte crescita del settore chimico-farmaceutico (+15%), dell'oreficeria e metalli preziosi (+48%) e dei macchinari (+9%). In crescita anche il settore alimentare che, incluso bevande e alcolici, fa registrare un +5,9%, per un valore di oltre un miliardo di dollari canadesi.

Anche il 2020 era iniziato in maniera positiva per il nostro Paese e l’aumento dell’export italiano in Canada nel primo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato dell’8,6%. I dati di Statistics Canada relativi al mese di marzo sembrano mostrare un calo del valore che rimane in territorio positivo. Tuttavia l’impatto dell’epidemia sarà più evidente nei mesi successivi.

Le esportazioni canadesi in Italia riguardano principalmente prodotti minerari e prodotti chimici e farmaceutici.

Il Canada si conferma un Paese attraente per le imprese italiane, anche grazie ad un ambiente favorevole per gli investimenti. Vi è un crescente interesse da parte delle aziende italiane in settori quali energia, infrastrutture, manifatturiero, nonché delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.


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